COMUNE DI QUILIANO (SV)
PIANO URBANISTICO COMUNALE
PROGETTO DEFINITIVO
NORME DI CONFORMITÀ E DI CONGRUENZA
TITOLO
I
DISPOSIZIONI
GENERALI E DISCIPLINA PAESISTICA
CAPO I
IL PIANO URBANISTICO
COMUNALE
ART. 1 - OBIETTIVI DEL
PIANO
I poteri di deroga dalla
normativa del P.U.C. sono regolati ai sensi del disposto dell’art. 16 della
legge 6/8/1967 n° 765.
ART. 2 - ELEMENTI
COSTITUTIVI DEL P.U.C.
Il P.U.C. è costituito
dalla descrizione fondativa, dal documento degli obiettivi, dalla struttura del
piano e dalle presenti norme di attuazione di conformità e di congruenza.
La sigla DF - descrizione
fondativa - è riportata sulle tavole grafiche che rappresentano la ricerca
preliminare al P.U.C., mentre la sigla SP - struttura del piano - è riportata
su quelle che ne costituiscono la parte normativa.
DESCRIZIONE
FONDATIVA
Fascicolo A - Relazione descrittiva del Piano
Urbanistico Comunale:
Fascicolo A/1 - Studio di sostenibilità ambientale
Fascicolo B - Elenco
degli edifici d’interesse storico, artistico ed ambientale.
Tipologia edilizia e analisi per la normativa
paesistica.
Schede d’indagine sulle condizioni edilizie
negli ambiti di conservazione.
Elaborati grafici:
Tav. n° 1 DF - ORGANISMO TERRITORIALE
Analisi
per la normativa paesistica
1DF/1
Situazione del sistema urbano al 1930
1DF/2
Sviluppo del sistema urbano
scala
1:25.000
Tav. n° 2 DF - ORGANISMO TERRITORIALE
Analisi
per la normativa paesistica
2DF/1
Morfologia del territorio
2DF/2
Percorsi e insediamenti
scala
1:25.000
Tav. n° 3 DF - ORGANISMO TERRITORIALE ELEMENTARE
Analisi
per la normativa paesistica
Uso
del suolo: aree insediate e attività economiche
scala
1:10.000
Tav. n° 4 DF - UNITA' INSEDIATIVE. Analisi per
la normativa paesistica
Classificazione
delle tipologie in rapporto ai percorsi ed alle funzioni: residenziali,
pubbliche, sportive, religiose e simili. Edifici di pregio
scala
1:10.000 / 1:5.000
Tav. n° 5 DF - ORGANISMO TERRITORIALE
Analisi
per la normativa paesistica
Carta
d’uso del suolo
scala
1:10.000
Tav. n° 5I DF - ORGANISMO TERRITORIALE
Analisi
per la normativa paesistica
Carta
della vegetazione
scala
1:10.000
Tav. n° 5II
DF - ORGANISMO
TERRITORIALE
Analisi
per la normativa paesistica
Carta
dei vincoli regionali e provinciali. Strade secondarie
scala
1:10.000
Tav. n° 5III
DF - ORGANISMO
TERRITORIALE
Analisi
per la normativa paesistica
Carta
delle aree percorse dal fuoco
scala
1:10.000
Tav. n° 5IV
DF - ORGANISMO
TERRITORIALE
Analisi
per la normativa paesistica
Assetto
vegetazionale del P.T.C.P.
scala
1:10.000
Tav. n° 6 DF - UNITA' INSEDIATIVE. Analisi per
la normativa paesistica
Reti
tecnologiche
scala
1:10.000
Tav. n° 7 DF - UNITA' INSEDIATIVE
Viabilità
e posteggi
scala
1:10.000
Tav. n° 8 DF - ORGANISMO TERRITORIALE
Carta
geolitologica
scala
1:10.000
Tav. n° 9 DF - ORGANISMO TERRITORIALE
Carta
geomorfologica
scala
1:10.000
Tav. n° 10 DF - ORGANISMO TERRITORIALE
Carta
idrogeologica
scala
1:10.000
Tav. n° 11 DF/.a b - Proprietà comunali: aree ed
edifici
scala
1:5.000
Tav. n° 12 DF/.a b - Vincoli - Delimitazione del
centro abitato
scala
1:5.000
Tav. n° 13 DF
- Asservimenti catastali, aree di pertinenza delle zone urbane ed aree non
edificabili ai sensi del P.T.C.P. (Quiliano)
scala
1:5.000
Tav. n° 14 DF
- Asservimenti catastali, aree di pertinenza delle zone urbane ed aree non
edificabili ai sensi del P.T.C.P. (Cadibona)
scala
1:5.000
Tav. n° 15 DF - TIPI EDILIZI. Analisi per la
normativa paesistica
Ambito
di conservazione di Quiliano
scala
1:1.000
Tav. n° 16 DF - TIPI EDILIZI. Analisi per la
normativa paesistica
Ambiti
di conservazione delle frazioni: Tiassano, Gagliardi, Vadone (Valleggia
Superiore)
scala
1:1.000
Tav. n° 17 DF - TIPI EDILIZI. Analisi per la
normativa paesistica
Ambiti
di conservazione delle frazioni: Molini, Vadoni, Quilianetto, Faia, Pomo
scala
1:1.000
Tav. n° 18 DF - TIPI EDILIZI. Analisi per la
normativa paesistica
Ambito
di conservazione delle frazioni: Montagna, Cerri
scala
1:1.000 / 1:2.000
Tav. n° 19 DF - TIPI EDILIZI. Analisi per la
normativa paesistica
Ambito
di conservazione della frazione Roviasca
scala
1:1.000
Tav. n° 20 DF - TIPI EDILIZI. Analisi per la
normativa paesistica
Ambito
di conservazione della frazione Cadibona
scala
1:1.000
Tav. n° 21 DF - TIPI EDILIZI. Analisi per la
normativa paesistica
Ambiti
di conservazione delle frazioni: Bersaggi, Case Scarroni, Capanne, Abrani
scala
1:1.000
Tav. n° 22 DF - Sintesi critico-propositiva
dell’analisi paesistica per la
definizione
degli indirizzi del P.U.C.
scala
1:10.000
DOCUMENTO
DEGLI OBIETTIVI
Fascicolo C - Relazione sul documento degli
obiettivi
STRUTTURA
DEL PIANO
Fascicolo DII - Norme di attuazione di conformità
e di congruenza del Piano Urbanistico Comunale:
Elaborati grafici:
Tav. n° 23I
SP/.a b - Piano
Urbanistico Comunale su carta catastale. Individuazione degli ambiti di
conservazione
e di riqualificazione, dei distretti di trasformazione e della viabilità
scala
1:5.000
Tav. n° 24II SP/.a b - Piano Urbanistico Comunale su C.T.R. e tipologia delle
nuove sedi stradali.
Ambiti,
distretti, viabilità ed attrezzature pubbliche
scala
1:5.000
Tav. n° 25II SP/.a b - Suscettibilità d'uso del territorio dal punto di vista
geotecnico sul P.U.C.
scala
1:5.000
Tav. n° 26I SP - Peculiarità e suscettività d'uso del suolo dal punto di
vista agroforestale sul P.U.C.
scala
1:10.000
Tav. n° 27II
SP - TIPOLOGIE
D’INTERVENTO
Interventi
ammessi negli ambiti di conservazione CA1 e di riqualificazione RA21;
RB41; RB42; RB43’; RB43’’; RB43’’’;
RB44’; RB44’’; RB44’’’ per Quiliano Centro;
nell’ambito di riqualificazione RB35 per Pilalunga
scala
1:2.000 e 1:1.000
Tav. n° 28II
SP - TIPOLOGIE
D’INTERVENTO
Interventi
ammessi negli ambiti di conservazione CA3 e di riqualificazione RB46’;
RB46’’; RB46’’’ per Tiassano; CA2 per
Gagliardi e Valleggia Superiore
scala
1:1.000
Tav. n° 29I
SP - TIPOLOGIE
D’INTERVENTO
Interventi
ammessi negli ambiti di conservazione CA4 per Quilianetto; CA5
per Pomo; CA6 per Faia; CA7 per Vadoni; CA8
per Molini
scala
1:1.000
Tav. n° 30II
SP - TIPOLOGIE
D’INTERVENTO
Interventi
ammessi negli ambiti di conservazione CA10 e di riqualificazione RA22’;
RA22’’; RA23; RA24’; RA24’’ per
Montagna e Cerri; negli ambiti di riqualificazione RA25’; RA25’’
per Cervaro
scala
1:1.000
Tav. n° 31II
SP - TIPOLOGIE
D’INTERVENTO
Interventi
ammessi negli ambiti di conservazione CA12 e di riqualificazione RA26’;
RA26’’; RA27’; RA27’’; RA27’’’ per
Roviasca
scala
1:1.000
Tav. n° 32II
SP - TIPOLOGIE
D’INTERVENTO
Interventi
ammessi negli ambiti di conservazione CA20 e di riqualificazione RA28’;
RA28’’; RA28’’’; RA28IV; RA29
per Cadibona e Abrani
scala
1:1.000
Tav. n° 33I
SP - TIPOLOGIE
D’INTERVENTO
Interventi
ammessi negli ambiti di conservazione CA15 per Case Scarroni; CA16
per Capanne; CA19 per Bersaggi; CA20 per Abrani
scala
1:1.000
Tav. n° 34I
SP - TIPOLOGIE
D’INTERVENTO
Ambiti
di riqualificazione produttiva RD52’; RD52’’; RD52’’’;
RD52IV; RD52V per Tecci; RD53
per Quiliano; RD54’; RD54’’; RD54’’’ per
Valleggia; RD56 per Abrani;
scala
1:2.000 e 1:1.000
Tav. n° 35I
SP - TIPOLOGIE
D’INTERVENTO
Ambiti
di riqualificazione produttiva RD59’ e RD59’’ e di
conservazione CF113’ parco urbano per Valleggia; distretti di
trasformazione produttiva TD57 per Valleggia; TD37 per
Quiliano Centro; TD58I; TD58II; TD58III;
TD58IV per Tiassano
scala
1:2.000
Tav. n° 36 SP - TIPOLOGIE D’INTERVENTO
Ambito
di riqualificazione per attrezzature e servizi RF115 per Valleggia
scala
1:1.000
Tav. n° 37I SP - Sovrapposizione del P.U.C. all’assetto insediativo del
P.T.C.P. come variato in conformità al voto n° 140 del 21/9 e 12/10/2004 della
Regione Liguria
scala
1:10.000
Tav. n° 37II SP - Sovrapposizione del P.U.C. alla perimetrazione
dell’assetto insediativo del P.T.C.P. e alle aree percorse dal fuoco
scala
1:10.000
Tav. n° 38I SP - Sovrapposizione del P.U.C. all’assetto vegetazionale del
P.T.C.P.
scala
1:10.000
Tav. n° 39I SP - Sovrapposizione del P.U.C. all’assetto geomorfologico del
P.T.C.P.
scala
1:10.000
CAPO II
DISCIPLINA PAESISTICA
ART. 3 - DISCIPLINA
PAESISTICA
ART. 4 - ELABORATI
PROGETTUALI
TITOLO
II
DEFINIZIONI
GENERALI
CAPO I
PARAMETRI URBANISTICI
E EDILIZI
ART. 5 - DEFINIZIONI DEI
PARAMETRI URBANISTICI E EDILIZI
St
= Superficie territoriale
Dt
= Densità territoriale
Sf
= Superficie fondiaria
Df
= Densità fondiaria
As
= Superficie asservita ai volumi edificati prima dell’entrata in vigore della
legge n° 765/1968
Du
= Destinazione d'uso
Te
= Tipo Edilizio
Sr
= Superficie di riferimento
It
= Indice di fabbricabilità territoriale
If
= Indice di fabbricabilità fondiaria
Ri
= Rapporto di impermeabilizzazione
H
= Altezza massima di un fabbricato
h
= Altezza interna massima
Dc
= Distanza minima dai confini
De
= Distanza minima tra gli edifici
Ds
= Distanza minima dal confine stradale
Fr
= Fasce di rispetto
Ar
= Aree di rispetto degli ambiti di conservazione CA
Pp
= Parcheggi privati
Rc
= rapporto di copertura per gli insediamento produttivi
St = Superficie territoriale. È la superficie riferita all’intero ambito di conservazione
o riqualificazione o all’intero distretto di trasformazione del P.U.C.
Dt = Densità territoriale. È il complessivo carico di edificazione che può gravare
sull’intera superficie dell’ambito di conservazione o riqualificazione o del
distretto di trasformazione, ivi comprese le aree destinate a spazi pubblici,
alla viabilità e simili.
Sf = Superficie fondiaria. È la superficie dell'area edificabile compresa in un ambito
di conservazione o riqualificazione o distretto di trasformazione, libera da
asservimenti, con esclusione delle aree destinate o da destinarsi a spazi
pubblici e d’uso pubblico, a viabilità e simili.
Df = Densità fondiaria. È il carico di edificazione che può gravare sulla singola
area edificabile compresa in un ambito di conservazione o riqualificazione o
distretto di trasformazione, escluse le aree destinate a spazi pubblici, ad uso
pubblico, alla viabilità e simili.
As = Superficie asservita ai volumi edificati prima dell’entrata in
vigore della legge n° 765/1968. Premesso che per le costruzioni esistenti la superficie
asservita è quella determinata dalla norma urbanistica vigente al momento del
rilascio del titolo abilitativo, per quelle costruzioni - legittimamente
realizzate prima dell’entrata in vigore della Legge n° 765/1968 - per le quali
non esiste agli atti un asservimento regolarmente registrato, si intende
asservita la parte di terreno delimitata da una linea che dista 10 metri dallo
spiccato di perimetro della costruzione ovvero la parte di terreno che coincide
con il confine di proprietà per quei lati della costruzione posti a distanze
minori di 10 m. La situazione catastale cui far riferimento, per le opportune
verifiche, è quella corrispondente alla data di adozione (9/7/2002) del
progetto preliminare del presente P.U.C.
Du = Destinazioni d'uso. Rappresentano gli utilizzi dei volumi e delle aree ammessi
dal P.U.C. nei singoli ambiti e distretti in cui è diviso il territorio
comunale.
Te = Tipo edilizio. È costituito dall'insieme dei seguenti elementi costitutivi del
fabbricato come storicamente configurati: struttura portante, numero dei piani,
corpi scala, destinazioni d'uso fondamentali ai vari piani, copertura,
caratteristiche delle bucature per porte e finestre e dei materiali da
costruzione impiegati.
Sr = Superficie di riferimento. È costituita dalla superficie di solaio misurata al filo
interno dei muri perimetrali, comprensiva dei divisori interni, delle verande e
delle logge chiuse su tre lati e con esclusione dei corpi scale, ascensori,
superfici e volumi tecnici, parcheggi di pertinenza interrati e loro rampe di
accesso (per la realizzazione della rampa, il parametro "altezza massima
di un fabbricato" può essere derogato su un solo fronte dell’edificio per
la larghezza massima di 3,50 m e nel rispetto del parametro "altezza
massima interna"), cabine elettriche e cantine totalmente o parzialmente
interrate. In quest’ultimo caso la quota fuori terra deve, comunque, essere
contenuta nell’altezza massima consentita per ogni singolo fabbricato.
It = Indice di fabbricabilità territoriale. Esprime il rapporto tra la
superficie di riferimento Sr complessiva delle costruzioni (non destinate a
pubblici servizi) esistenti e di nuova edificazione e la superficie
territoriale (St).
If = Indice di fabbricabilità fondiaria. Esprime il rapporto tra la
superficie di riferimento Sr complessiva e la superficie fondiaria minima (Sf).
Ri = Rapporto di impermeabilizzazione. Esprime il rapporto tra la proiezione orizzontale di
tutti i volumi emergenti e interrati e delle parti di suolo rivestite da manto
impermeabile e la relativa superficie fondiaria Sf.
H = Altezza massima di un fabbricato. È costituita dalla differenza tra la quota in
sommità e la quota alla base del fabbricato stesso. Si assume come quota in
sommità il più alto punto d'incontro dei muri perimetrali con l'estradosso
della copertura, sia essa piana, sia inclinata. Si assume come quota alla base
il punto più basso del perimetro del fabbricato sul terreno sistemato; questo,
rispetto alla quota naturale prima dell'intervento, deve di norma coincidere. È
ammessa un'oscillazione, in più o in meno, di 30 cm nel caso di terreno in
piano. Nel caso di terreno inclinato o a fasce l’altezza massima dovrà essere
misurata dal terreno sistemato; è ammessa la realizzazione, a monte e a valle,
di muri non più alti di 3,50 m rispetto alla quota del terreno naturale. L’altezza
massima indicata dalle schede prescrittive (Titolo IV delle presenti norme) per
ogni ambito e per ogni distretto può essere derogata solo in conformità alle
"Norme geologiche, geotecniche e idrauliche" di cui al Titolo VI.
Non
vengono considerati ai fini della determinazione dell'altezza gli elementi
posti sopra la copertura destinati ad accogliere impianti tecnici quali: motori
degli ascensori, camini di depurazione dei fumi e simili.
Per
le coperture inclinate la pendenza delle falde deve essere compresa fra 25 e 30
gradi sessagesimali.
h = Altezza massima interna. È la distanza che separa il pavimento di un vano
dall’intradosso del suo solaio di copertura.
L’altezza
interna dei locali di nuova edificazione ad uso residenziale non può essere
inferiore a 2,70 m, né superiore a 3,00 m; per le altre destinazioni d'uso
l'altezza massima interna è di 3,30 m ad eccezione degli edifici ad uso
industriale (compresi negli ambiti CD, RD e nei distretti
di trasformazione TD), degli annessi agricoli (compresi negli ambiti
CE, RE, CP, RP) e dei volumi
adibiti a servizi pubblici o a particolari destinazioni, ove l’altezza è
determinata da ragioni funzionali per le quali si rinvia ai parametri
urbanistici delle singole schede.
L’altezza
interna dei parcheggi e box interrati, o fuori terra, non può essere
maggiore di 3,50 m né minore di 2 m sotto trave; nel caso di box interrati o
fuori terra, ricavati nelle sistemazioni di terreni inclinati o a fasce,
l’altezza lorda dei muri esterni non può essere maggiore di 3,50 m.
Dc = Distanza minima dai confini. È rappresentata dalla lunghezza del segmento minimo
congiungente la proiezione orizzontale dell'edificio, ivi compresi gli elementi
volumetrici aggettanti, e il confine di proprietà.
De = Distanza minima tra gli edifici. È rappresentata dalla lunghezza del segmento minimo
congiungente le proiezioni orizzontali degli edifici, ivi compresi gli elementi
volumetrici aggettanti.
Ds = Distanza minima dal confine stradale. È rappresentata dalla lunghezza del
segmento minimo congiungente la proiezione orizzontale del fabbricato, ivi
compresi gli elementi volumetrici aggettanti e il confine stradale.
Fr = Fasce di rispetto. Il calcolo del volume o della superficie di solaio
realizzabile si effettua con riferimento alla superficie fondiaria dell’area
edificabile ivi comprendendo la superficie limitrofa delle fasce di rispetto di
strade, argini, ferrovie, cimiteri, elettrodotti, oleodotti, metanodotti la
quale, però, non potrà essere oggetto di edificazione.
Le
fasce di rispetto sono rappresentate sulla tav. 12 DF/.a b.
Ar = Aree di rispetto degli ambiti di conservazione CA. Sono aree non edificabili in sito,
comprese in altri ambiti del P.U.C. adiacenti agli ambiti CA. Le
proprietà libere da asservimenti, entro tali aree, conservano l’indice di
fabbricabilità fondiaria dell’ambito di appartenenza da trasferirsi nello
stesso ambito, al di fuori delle aree non edificabili, nel rispetto dei raggi
d’asservimento e dei parametri urbanistici.
Pp = Parcheggi privati. È la percentuale minima di superficie coperta o scoperta,
definita all'interno del progetto per soddisfare i parametri di parcheggi
pertinenziali previsti dalla legislazione vigente in materia.
Rc = Rapporto di copertura per gli insediamento produttivi. È determinato dal rapporto fra la
superficie territoriale (St) dei singoli ambiti di riqualificazione RD
e dei distretti di trasformazione TD e la superficie degli
insediamenti produttivi.
CAPO II
DESTINAZIONI D’USO
ART. 6 - DEFINIZIONI
DELLE DESTINAZIONI D'USO AMMESSE
1.1 Residenza
Residenza
primaria e secondaria
1.2 Distribuzione al dettaglio
1.2.1
Esercizi commerciali (di vicinato, medie e grandi strutture di vendita)
1.2.2
Pubblici esercizi, quali bar, ristoranti, sale da gioco, da ballo e per lo
spettacolo
1.3 Attività produttive: industriali, artigianali, commerciali ,
turistico-ricettive e connettivo urbano.
1.3.1
Attività industriali
1.3.2
Attività artigianali
1.3.3
Depositi e commercio (esercizi di vicinato, medie e grandi strutture di vendita
non alimentari)
1.3.4
Attività turistico-ricettive
1.3.5
Connettivo urbano (studi professionali, artigianato di servizio, sportelli
bancari, agenzie assicurative e di viaggi, locali per spettacolo, commercio,
pubblici esercizi e simili).
1.4 Uffici
Uffici
privati commisti alla residenza
1.5 Autorimesse
Parcheggi
privati non pertinenziali in struttura
1.6 Servizi
1.6.1
Servizi pubblici in struttura
1.6.2
Servizi pubblici all'aperto con sottostanti parcheggi pubblici o privati
interrati
1.6.3
Parcheggi pubblici in struttura e a raso
1.6.4
Servizi di uso pubblico convenzionati
1.6.5
Servizi privati non convenzionati
1.6.6
Strutture turistico ricettive così come definite dalla legislazione vigente
1.7 Attività produttive agricole
Attività
agricole, agrituristiche come disciplinate dalla legge regionale n° 39 del
28/8/1989, serricole, per la silvicoltura e la zootecnia, per la trasformazione
dei prodotti agrosilvopastorali e la loro commercializzazione diretta.
1.8 Attività agricole finalizzate alla conservazione del territorio di
presidio ambientale
Attività
agricole di presidio dell’ambiente, anche con possibilità di esercitare la
coltivazione delle aree senza il carattere, specifico ed economico, della
produzione agricola.
ART. 7 - DELIMITAZIONE
DEL CENTRO ABITATO
Il P.U.C. definisce con
unica perimetrazione, riportata sulla tav. 12 DF, il limite del centro abitato
ed edificato ai sensi delle disposizioni di legge che ne prescrivono la
delimitazione.
ART. 8 - AREE DEMANIALI
Le aree appartenenti sia al
Demanio sia al patrimonio indisponibile dello Stato o di altri enti pubblici
sono assoggettate alle destinazioni del P.U.C. solo se non utilizzate ai fini
istituzionali dell'Amministrazione usuaria secondo le leggi che le riguardano.
ART. 9 - VALUTAZIONE DI
IMPATTO AMBIENTALE
Il P.U.C. non contempla
opere soggette alla valutazione d’impatto ambientale; tuttavia ove si venissero
a configurare opere ed impianti soggetti a V.I.A., dovranno essere osservate le
procedure previste dalla legislazione statale e regionale vigente in materia.
ART. 10 - BARRIERE
ARCHITETTONICHE
Nelle sistemazioni e nelle
costruzioni degli spazi e degli edifici pubblici, o destinati ad uso pubblico o
collettivo, devono essere osservate tutte le disposizioni di legge vigenti in
materia e, in particolare, quelle del D.P.R. 27/4/1978 nonché per le altre
costruzioni, le disposizioni della legge 9/1/1989 n° 13, del relativo
regolamento, e della legge Regione Liguria 12/6/1989 n° 15 e s.m.i.
TITOLO
III
INTERVENTI
DI ATTUAZIONE DEL P.U.C.
CAPO I
INTERVENTI SUL
PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE
ART. 11 -
CLASSIFICAZIONE
Gli interventi sul
patrimonio edilizio esistente si distinguono in manutenzione ordinaria,
manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo,
ristrutturazione edilizia, mutamento di destinazione d’uso, frazionamento ed
accorpamento di unità immobiliari, demolizione e ricostruzione che comporta
nuova edificazione, ristrutturazione urbanistica.
ART. 12 - MANUTENZIONE
ORDINARIA
ART. 13 - MANUTENZIONE
STRAORDINARIA
ART. 14 - RESTAURO E
RISANAMENTO CONSERVATIVO
ART. 16 -
RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA
Per
i suddetti edifici, la realizzazione dell'ampliamento, come sopra indicato,
comporta l’obbligo di eliminare tutte le alterazioni esistenti sull'edificio
stesso ed inoltre l'obbligo di rispettare le norme del Codice Civile sulle
distanze nelle costruzioni con esenzione dall'osservanza, ove ne sia dimostrata
la necessità, della parte di maggiore distanza dai confini (parametro
urbanistico Dc) e dagli edifici (parametro urbanistico De), stabilita dalle
presenti Norme per ogni ambito e distretto, rispetto a quella del Codice
Civile.
Per
quanto riguarda la distanza dalle strade valgono le norme di cui al seguente
art. 25.
ART. 17 - MUTAMENTO DI
DESTINAZIONE D'USO